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Visto che stenta ad essere azzurro (ma anche blu, celeste, …trasparente), il nostro mare, l’idea di una PAOLAZZURRA arranca. Troppi anni di disinteresse, troppe persone da mettere d’accordo, troppi Comuni da sensibilizzare, troppo difficile che possa avvenire in poco tempo. Mai abbandonare l’idea di poter avere un mare pulito, sempre, non a giorni alterni. Che comincino a lavorarci gli enti preposti, che comincino a capirlo i privati che lo inquinano. Aspetteremo e saremo vigili.

In attesa che l’azzurro diventi predominante nel panorama cittadino, una PAOLAVERDE sarà molto più semplice e veloce da realizzare.

Come già anticipato nel post del 19/06 e del 16/06, ospitati in “SPP VERDE“, aggiungiamo un altro tassello alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dell’Amministrazione Comunale riguardo la particolare attenzione da dare al verde cittadino.

Una città più bella susciterà ai suoi cittadini sensazioni piacevoli facendo percepire loro una migliore qualità della vita. Non è un punto secondario occuparsi del decoro urbano: tutti avranno rispetto di un’aiuola ben fatta e curata, di una presenza più cospicua di verde, di una strada o di una piazza pulita e funzionale.

A Paola ci sono molte aree dismesse, aree in attesa di costruzione, aree sulle quali ci sono progetti che non partono o che sono partiti e i cantieri sono fermi, aree apparentemente abbandonate a se stesse. In queste aree va organizzato del “verde provvisorio”, ovvero: quando non si sa ancora cosa fare in un’area, intanto si pianta del verde, poi ci si pensa. Può essere prato, delle aiuole ma anche un bosco selvatico, può anche essere un vivaio temporaneo, possono essere degli orti o dei giardini organizzati dai ragazzi delle scuole e/o dagli anziani. E appena i lavori partono, appena si è deciso cosa fare e si è pronti per partire, allora questo verde viene trapiantato, regalato, venduto, se commestibile mangiato, o al limite anche solo eliminato. Il doverne improvvisamente farne a meno non sarà così grave come non averlo mai avuto, come aver atteso nel grigiore desertico delle aree in via di costruzione; e poi non si sa mai: magari alla fine qualcuno si accorgerà che un parco è meglio di un grigio edificio.

Tutto ciò porterà notevoli vantaggi ai più, a tutti, incoraggerà anche i più sfortunati a uscire dall’ombra e cimentarsi col verde, anche a livello terapeutico.

SBIRCIANDO su tuttogreen.it: Horticultural therapy – Ancora non sufficientemente conosciuta, la horticultural therapy è costituita da un insieme di attività di orticultura e floricultura, assistite da un terapista specializzato, allo scopo di migliorare le condizioni psico-fisiche di pazienti affetti da disabilità, malattie, traumi. L’Associazione Americana per la Terapia del Giardinaggio ha stabilito quanto lavorare con e nella natura, sia diventato un vero e proprio trattamento terapeutico per persone ‘speciali’, anziani affetti da malattie degenerative, pazienti in recupero da stress post-traumatici, ictus, disturbi dell’umore e disordini alimentari.

Attraverso il contatto con la terra, si sperimenta un modo unico e semplice di mantenersi in forma, di tornare a prendere confidenza con se stessi, di rimettersi in gioco e di raggiungere risultati che apportano positività e benessere. Far crescere una coltura innesca nel paziente senso di orgoglio e soddisfazione, contribuisce a sviluppare senso diresponsabilità, stimola capacità cognitive e muscolari. Abbellire un giardino, aiuta a sollecitare creatività ed immaginazione, rafforzando così fiducia e autostima e potenziando i rapporti con gli altri.

Ma la terapia del giardinaggio non è utile soltanto ad individui affetti da disturbi. Quante volte camminando in un bosco, lungo un campo o anche solo in un parco, ci siamo sentiti subito meglio? I colori ci rilassano, gli odori ci inebriano, mentre spaziamo con la vista, respiriamo a fondo e stimoliamo la nostra attività motoria.

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