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E’ bene chiarire che i dipendenti di ECOPA erano 18 soggetti assunti a tempo indeterminato in una cooperativa con progetto a termine della durata di un anno. Questo è il motivo per cui si sta vivendo un periodo di difficoltà per la raccolta di rifiuti, indifferenziata e differenziata.

Il sindaco, chiedendo al commissario per l’emergenza dei rifiuti di essere autorizzato al conferimento in discarica nelle prime ore del mattino piuttosto che dalle 14 in poi, e di poter scaricare a San Giovanni in Fiore che consentirà di risparmiare e accellerare lo smaltimento, si è sentito rispondere che le motivazioni avanzate sono plausibili e quindi accettate ma, il commissario ha avvisato, il Comune di Paola non ha pagato alcuna rata ( 0 €) delle seguenti arretrate: € 667.000,00 e dispari per il 2008, € 554.000,00 e dispari per il 2009, € 601.000,00 e dispari per il 2010,  € 525.000,00 e dispari per il 2011, per un totale approssimato per difetto, ad oggi di € 2.350.000,00.

Le rate mensili per il 2009 erano di € 29.000,00, per il 2010 di € 33.000,00. Per rispondere alle nostre richieste, di una città in emergenza ambientale, continua il sindaco, a Catanzaro ci hanno chiesto di pagare almeno una rata. Il Comune meno di € 60.000,00 deve erogarli. E non ci sono soldi.

E se io chiedo aiuto, continua Ferrari, alla Regione per l’erogazione dell’acqua potabile mi viene risposto che ho un’esposizione debitoria di € 3.500.000,00 per non aver pagato una rata da svariati anni. E se chiedo aiuto ai tecnici del Comune per prendere l’autobotte e dare acqua ai cittadini, anche se non potabile, mi viene risposto che l’autobotte è ferma perchè è guasta e l’autofficina non la ripara perchè vanta crediti di decine di migliaia di euro.

Questo non significa deporre le armi ma significa chiedere rispetto per il lavoro che l’Amministrazione sta facendo per sopperire a questi e altri problemi.

Il Comune di Paola non ha solo debiti relativi ai servizi essenziali che non si sa per quale motivo non sono stati mai pagati, legati a vicende contrattuali, il Comune ha anche debiti relativi a 20 mutui che sono stati rinegoziati per diverse decine di milioni di euro.

La legge italiana delega il sindaco subentrante, per la continuità amministrativa, a rispondere per le decisioni dell’Amministrazione uscente, la Corte dei Conti ha sottoposto al nuovo sindaco un quesito secondo il quale dovrà rispondere sul perchè e quale convenienza ha giustificato la rinegoziazione delle rate dei mutui a fronte di una diminuzione di ogni singola rata. La corte dei Conti non ha ancora capito qual’è il vantaggio tra la minor rata che si paga e l’esponenziale aumento degli interessi passivi che si dovranno corrispondere per il prolungamento oltre misura delle rate. Esistono dei principi di contabilità generale dello stato che vietano operazioni del genere.

E questo non è tutto.

Il sindaco con alcuni consiglieri comunali e tecnici esperte in materia, hanno effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo non programmato presso il depuratore di Paola. Ne è scaturito che l’impianto ha necessità di interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria che il sindaco ha intimato alla SMECO di effettuare. Se la SMECO non eseguirà tali lavori, per l’emergenza ambientale in corso, in attesa di opportuna gara, si affideranno ad altra ditta tali lavori con ordinanza d’urgenza.

Altro paradosso, la SMECO, ha inoltrato al Comune una richiesta d’arretrati di € 2.050.000,00, il Comune nel 2011 ha riscosso 0€, zero euro, per canoni.

I dipendenti SMECO saranno comunque pagati da un’anticipazione del Comune per fronteggiare i problemi di altre 15 famiglie.

L’Amministrazione sta comunque fronteggiando le emergenze e programmando una Paola diversa.

Al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, andando a chiedere aiuto per fronteggiare l’emergenza, hanno mostrato al sindaco un prospetto scaricabile qui, che riguarda un importo di € 5.000.000,00 per depurazione delle acque. Hanno chiesto in Regione, che fine hanno fatto questi soldi?

Per non rimanere esclusi dalla programmazione comunitaria, il Comune si sta attivando per i PISL e altri progetti.

L’iter del PSC non è completo. Non è quindi legittimamente approvato. L’emanazione definitiva deve quindi ancora avvenire. Ad oggi quindi non esiste ancora uno strumento che consenta di dare un valore commerciale (ai fini ici) ad un terreno.

L’obiettivo è quindi, per evitare di dover dichiarare il dissesto, concordare con tutti i creditori un piano di rientro credibile. La quasi certezza della situazione debitoria è stata ad oggi analizzata, il Comune non è ancora a conoscenza dei crediti che vanta da parte degli utenti. La somma algebrica del dare e avere renderà più chiara la situazione. Il Comune deve comunque far fronte a uscite reali e immediate. Nell’immediatezza si agirà attuando un piano d’emergenza, per “sopravvivere”, in quanto questi soggetti creditori forniscono servizi essenziali, successivamente si cercherà di attuare tutti gli strumenti per pianificare una Paola diversa.

Il sindaco ha voluto precisare che tutti i problemi relativi alla cattiva gestione del Comune di Paola non sono da addebitare a chi l’ha preceduto, ci sono una seri di problemi che sono comuni a molti enti locali, ci sono però una serie di scelte che secondo la nuova Amministrazione potevano essere adottate e non sono state adottate, che avrebbero potuto portare ad una migliore fornitura di servizi sul territorio rispetto all’esposizione debitoria in essere.

La valutazione politica che da il sindaco è che, rispetto al quantitativo di debiti esistenti, in bilancio, fuori bilancio e di mutui contratti, non s’intravede sul territorio il segno tangibile a livello di strutture o servizi esistenti. Paola, rispetto ai debiti contratti, non ha una qualità della vita accettabile.

Secondo il sindaco, Paola non è da buttare, vive però un momento di degrado urbanistico, sociale, culturale, economico.

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