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SBIRCIAPAOLA riceve e pubblica un estratto del lavoro di progettazione di uno SBIRCIATORE, Guglielmo Minervino, per il Corso di Pianificazione della città, del territorio e dell’ambiente presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

La tesi affronta il tema del waterfront da un punto di vista non tradizionale prendendo, come riferimento le ultime applicazioni in materia, che vedono l’ utilizzo del waterfront come un approccio in grado di trasformare la città e non più, come alle sue origini, soltanto un occasione di rivitalizzazione delle aree portuali dismesse.
Negli ultimi 20 anni il tema del waterfront è cresciuto ed è stato indagato sotto tutte le
sue potenzialità, riconoscendogli oggi un grande valore sotto il profilo metodologico-urbanistico e per la capacità di sviluppare le molte potenzialità che le aree sui fronti d’acqua hanno in tutte le realtà urbane.
Oggi è quindi possibile parlare di waterfront anche quando l’infrastruttura portuale non è ancora nata o addirittura non ve ne sia prevista alcuna. Si supera in tal modo quella poco valida modalità di intervento che agisce per singole opere dimenticandosi dell’intorno e degli effetti che questa provoca, o è meglio dire non provoca.
Il caso di studio, affrontato nella tesi, nasce dalla prevista realizzazione del porto turistico da 658 posti barca, destinato a diventare punto di riferimento e “porta marittima” per tutta la costa del tirreno cosentino. La previsione di questa nuova grande opera è l’elemento attivatore in grado di motivare la scelta a monte di una pianificazione urbanistica allargata a tutta l’area cittadina sul fronte mare: unica via per sfruttare al meglio le potenzialità della nuova infrastruttura e risistemare le questioni ancora irrisolte dell’area urbana.
Gli ultimi venti anni di studi e buone pratiche sul tema dei waterfront hanno portato ad alcuni principi comuni riscontrabili nella maggior parte delle pubblicazioni. La tesi prende dieci principi che si propongono di raggiungere l’obiettivo di “waterfront sostenibile” e che si adattano al contesto dell’operazione.
Questo nuovo schema di assetto diventa una solida base di partenza, sulla quale fondare un possibile processo di pianificazione strategica che veda nella partecipazione pubblica l’elemento necessario per il miglioramento della proposta progettuale e quindi per la sua progressiva realizzazione nel tempo.
Lo schema di assetto proposto raggruppa gli interventi secondo i cinque obiettivi generali ed individua un waterfront caratterizzato da tre polarità (una prettamente sportiva, una incentrata sul quartiere S. Agata ed una che lega l’area portuale al centro storico della marina) unite tra loro in basso da un grande spazio pubblico attrezzato (lungomare) ed in alto da una cornice verde fruibile, che recupera il gradino
morfologico, stabilizzandone i versanti e migliorandone la qualità ambientale.
L’integrazione del nuovo porto è garantita dal ridisegno dei suoi margini (attualmente il progetto prevede un muro divisorio con il lungomare) attraverso l’inserimento di nuovi elementi (porticato per locali e laboratori artigianali, passeggiata sul frangionde) e dalla riqualificazione di tutta l’area antistante che recupera i molti spazi in disuso e degradati (parco, attrezzature, parcheggi, spazi pubblici…).
La rifunzionalizzazione dell’ex deposito ferroviario avviene attraverso l’inserimento di nuova edificazione sostenibile, preferibilmente con una quota a social-housing, (anche volano economico) ed il recupero dei capannoni esistenti per spazi di aggregazione, confronto, tecnologici e per una struttura ricettiva alberghiera.
Il recupero del centro storico della marina si imposta sulla ridefinizione della circolazione automobilistica che consentirà la pedonalizzazione delle vie centrali.
Ampliamento degli spazi sportivi, nuova viabilità, aree parcheggio, spazi pubblici e verde urbano ridisegnano i margini del quartiere S. Agata e gli conferiscono quella giusta funzionalità e mix funzionale che una centralità urbana richiede.
L’asse del lungomare, vera spina dorsale del waterfront, diventa un grande spazio pubblico lineare e viene ridisegnato nelle sue componenti, allargandone gli spazi pedonali e le aree verdi, riorganizzando tutti gli stabilimenti balneari, alternandoli a degli slarghi attrezzati che permettono una adeguata permeabilità con
le spiagge nonché la loro libera fruizione.
Tutta l’area del waterfront è interconnessa da una rete di percorsi ciclopedonali, veramente alternativa al traffico su gomma. L’inserimento, di altre due stazioni minori per la prevista linea metropolitana leggera (la pianificazione regionale/provinciale ne prevede una tra Paola e Cosenza) consentiranno una migliore accessibilità della fascia sul mare alleggerendo il peso del traffico estivo dovuto ai flussi turistici. Un grande
parco pubblico in periferia riqualifica l’area mercatale ed il suo intorno dando opportunità per un utilizzo costante e non legato al singolo evento. I corsi d’acqua sono consolidati nei loro argini e riqualificati nelle loro funzionalità di corridoi ecologici.

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