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Nel 2011 si è incassato solo il 52,82% di quanto effettivamente previsto
In comune, prima analisi del consuntivo 2011 dell’amministrazione uscente
Mannarino: “oculatezza nella gestione delle spese per uscire da questa situazione”

PAOLA
Evasione fiscale e mancata riscossione dei ruoli in tempi di tagli e di bilanci in rosso possono portare i comuni al collasso economico e finanziario. E Paola non sfugge alla regola.
Iniziamo con l’esaminare il consuntivo 2011 che a giorni sarà in consiglio. Facciamo una prima analisi con l’assessore alle finanze Stefano Mannarino che annuncia accorgimenti per ripianare una situazione non facile.
BILANCIO CONSUNTIVO – La gestione di competenza per l’anno 2011 si è chiusa con un disavanzo pari ad euro 783.283,20. Tale disavanzo è derivato dal fatto che le entrate non sono state in grado di coprire le uscite derivanti dai pagamenti. Le entrate risultano essere maggiori rispetto ai pagamenti e vi è una differenza positiva pari ad euro 637.173,19 che viene completamente assorbita in quanto le entrate dei residui attivi risultano essere inferiori rispetto alle uscite per i residui passivi generando in totale un disavanzo di competenza. Tutto ciò a significare che per l’esercizio 2011 l’ente aveva preventivato di incassare 20.443.501,46, di fatto nelle casse sono entrati solo 10.798.675.32, generando residui attivi (minori entrate) per 9.644.826,14 e residui passivi per 11.065.283,13 (debiti verso fornitori ed altri).
OPERAZIONE ICI – Di fatto l’operazione che la precedente amministrazione aveva in mente era quella di aumentare i residui attivi per un importo pari a circa 2,5 milioni di euro attraverso l’operazione “Ici sui terreni” che contabilmente avrebbe consentito all’ente di non sforare il patto di stabilità.
ENTRATE E USCITE – Per l’anno 2011 gli accertamenti sono di euro 20.443.501,16 di questi importi sono stati incassate somme per competenza dell’esercizio di euro 10.798.675.32 e si sono generati residui attivi sugli accertamenti di euro 9.644.826,14. Percentuale media di riscossione delle entrate per il 2011 intorno al 52,82%. Situazione aggravata dai parametri negativi di deficit della gestione finanziaria che superano per l’esercizio quelli previsti dalla legge.
In riferimento alle spese gli impegni complessivi ammontano ad euro 21.226.784.65 di questi importi ne sono stati pagati euro 10.161.501,53 la differenza costituisce un residuo per l’anno 2012 pari ad euro 11.065.283,12.
FONDO CASSA – All’inizio del 2011 è pari ad euro 142.367,24, nel corso dell’anno si sono incassate somme per euro 10.798.675,32 e riscossi residui degli anni precedenti per un importo di euro 7.739.434,52. Dal lato della spesa si sono pagati impegni di competenza dell’anno per euro 10.161.501,53 e pagati impegni derivanti da residui precedenti per euro 8.392.593,45. In definitiva l’avanzo di gestione (di cui parlava il sindaco uscente) non è altro che un attivo puramente contabile dato dalla somma algebrica tra i residui attivi parliamo di 42.158.219,11 (milioni di euro) di entrate non riscosse dall’ente.
Tutto ciò significa una sola cosa. La macchina amministrativa (vedi tributi locali come Tarsu, Ici, servizio acquedotto) non ha funzionato e i residui passivi parliamo di 40.024.108,36 (milioni di euro) di debiti verso i fornitori accumulati negli anni e non pagati stanno a significare che nessuna pianificazione nella gestione delle spese è stata attuata.

SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD – Francesco Maria Storino

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