Consiglio comunale sul conto consuntivo infuocato. L’assise era chiamata ieri ad approvare la gestione 2011 dell’amministrazione uscente. Tra i più duri nel tracciare un quadro complessivo del “comune in rosso” è stato proprio il sindaco che ha parlato di «pesante eredità. Fatta di debiti e di situazioni difficili da superare». Ferrari ha puntato il dito senza nominarlo contro il due volte sindaco di Paola Roberto Perrotta che oggi siede sui banchi di minoranza. Da Perrotta sono giunte le difese sull’operato degli anni passati. A ruoli capovolti però l’ex sindaco si è beccato anche le critiche del capogruppo del Pdl, Domenico De Rosa, oltre quelle “velate” dell’assessore alle finanze Stefano Mannarino, il quale ha richiamato a un maggiore senso di responsabilità. Nella sua relazione Mannarino ha spiegato: «il comune versa in una situazione finanziaria a dir poco disastrosa dovuta principalmente alla consuetudine di gestire la cosa pubblica senza una corretta programmazione degli impegni assunti e delle spese da effettuare». Troppo ricorrente «l’utilizzo delle anticipazioni di cassa per pagare forniture di beni e servizi senza la preventiva verifica della copertura finanziaria nei vari capitoli di bilancio. Tutto ciò ha comportato lo sforamento del patto di stabilità». Parla quindi delle situazioni non facili trovate in comune che hanno impegnato la Giunta. Dalle cooperative, all’Ecopa, senza dimenticare le problematiche relative ai debiti verso i fornitori. Mannarino si è soffermato in particolare sulle entrate e le uscite del comune e tracciando il consuntivo 2011 ha rilevato che «la gestione di competenza si è chiusa con un disavanzo pari ad euro 783.283,20, tale disavanzo è derivato dal fatto che le entrate nell’anno in questione  non sono state in grado di coprire le uscite».  Eppure le entrate (riscossioni) risultano essere maggiori rispetto ai pagamenti. Vi è una differenza positiva pari ad euro 637.173,19 che viene completamente assorbita in quanto le entrate dei residui attivi risultano essere inferiori rispetto alle uscite per i residui passivi generando in totale un disavanzo di competenza. In pratica l’ente aveva preventivato di incassare euro 20.443.501,46, di fatto nelle casse sono entrati solo 10.798.675.32, generando residui attivi (a significare minori entrate) per 9.644.826,14 e residui passivi per 11.065.283,13 (a significare debiti verso i fornitori ed altri). L’operazione che la precedente amministrazione aveva in animo di effettuare era quella di aumentare i residui attivi per un importo pari a circa 2,5 milioni di euro attraverso l’operazione “Ici sui Terreni” che contabilmente avrebbe consentito all’Ente di non sforare il patto di stabilità». Che c’è da fare? Innanzitutto combattere l’evasione fiscale. Perrotta tra l’altro nel suo intervento ha rilevato che: «c’è un problema legato alla riscossione». Ha quindi spiegato che con i capi settore Sorace e Anselmucci nonché con l’assessore al bilancio avevano a suo tempo provato a fare in modo che le cose funzionassero. I debiti e i mutui contratti secondo Perrotta: «erano nei limiti». De Rosa carte alla mano ha attaccato rilevando l’esponenziale crescita delle spese e dei debiti. Ma è stato Ferrari il più duro: «non si è amministrato da buon padre di famiglia».

 

SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD del 08-08-2012

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