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Presso la sede ARCI di San Lucido, L’URLO DEL SOLE, sarà possibile assistere fino al 16/08 una bellissima mostra curata da Mauro Bubbico, uno dei più importanti grafici italiani che si occupa di design e grafica sociale da molti anni. Un’idea dell’Arci Calabria in occasione della Carovana Antimafie di quest’anno.

Le immagini che compongono la mostra “15 POSTER COME CARTE DI AGRUMI” sono dedicate a 13 eroi, testimoni, vittime della mafia e sono nate dall’ispirazione di due libri: “From Palermo to America. L’iconografia commerciale dei limoni di Sicilia” della casa editrice Sellerio (2007) e “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” di Luciano Violante.
Il primo libro ha ispirato lo stile grafico, la forma e gli elementi decorativi che accompagnano le fisionomie dei personaggi nello scorrere dei mesi. È una raccolta di immagini di quel peculiare esempio di packaging ante litteram, applicazione di un linguaggio pubblicitario ingenuo e bizzarro con il quale si usava all’inizio del Novecento – quando il mito dell’agrumicoltura siciliana ebbe il suo massimo splendore a livello planetario – addobbare e personalizzare le produzioni di limoni.
Le locandine commerciali e i fazzoletti (le veline che avvolgono i frutti) riproducevano la marca esaltandone le virtù; i traforati di carta, come fossero merletti, erano utilizzati per addobbare le cassette destinate alle aste agrumarie di New York, New Orleans, Londra, Amburgo.
Ricordo il fascino che, fin dall’infanzia, hanno esercitato su di me le veline a colori sgargianti, con scene ispirate alla pubblicità delle grandi marche o alle rèclame da circo, riprodotte in flessografia con imperfezioni di stampa, ma impreziosite dal colore oro e dalla delicatezza della carta, con le quali si avvolgevano le arance qua e là nella cassetta come fossero cioccolatini torinesi. Nel mio caso ho rieditato gli stilemi di questo specifico immaginario, ma con uno spostamento di senso (al posto della marca c’è una vittima di mafia) al fine di sensibilizzare le persone su un tema sociale: la lotta alla mafia, una SpA che fattura 135 miliardi di euro all’anno, un’azienda che non va mai in crisi, la causa principale del mancato sviluppo del Sud. Questo lavoro vuole essere anche un omaggio alla bella Sicilia e alle molteplici forme dell’Arte popolare.

Il secondo libro, invece, ha ispirato il tema, mi ha suggerito i personaggi. Da Portella della Ginestra, primo maggio 1947, la prima strage mafiosa, fino all’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo (1996) tredici e più storie si susseguono e coprono un arco di tempo di circa cinquanta anni rappresentando idealmente tutti i morti di mafia.
Per essere ricordati essi vengono proposti come icone eroiche accompagnate da elementi testuali: il nome, una data, una citazione, un frammento di discorso, il testo di un manifesto, presentati con colori sgargianti, allegri e festosi a suggerire sentimenti di amore e amicizia, di coraggio e indignazione, di solidarietà e giustizia. Essi sembrano vogliano invitarci a prendere posizione, a re-agire:

Spaccate lupare coppole e mani molle / per voi siamo morti / strappate le toghe di giudici venduti / per voi siamo morti / cacciate gli avvocati / a doppio servizio / per voi siamo morti / bruciate / i registri degli appalti venduti / per voi siamo morti / all’ospizio i riciclatori suadenti giunti ai culmini del potere politico / per voi siamo morti / nelle discariche i sorrisi bavosi di politici contrattati / per voi siamo morti / spaccate le reti di mafia e politica / bruciate / i soldi con odore di sangue / per voi siamo morti / assassinati da loro (L.V.).
Cantata per la festa dei bambini morti di mafia è un piccolo libro di Luciano Violante sul tema della mafia, scritto nella forma della cantata, una forma di racconto popolare tipica dei poeti cantori del Mezzogiorno d’Italia e di tutto il Mediterraneo, che parte da fatti reali e sviluppa una trama libera che ognuno può integrare e modificare come meglio ritiene.
In questo caso il tentativo dell’autore (dopo le scuse ai poeti per aver usato la loro lingua) è quello di un ritorno all’uso della poesia come linguaggio destinato ad un ascolto collettivo.
Il punto di vista della cantata è quello dei morti di mafia che dall’aldilà guardano le vicende umane avvelenate dal crimine e dall’inerzia.
L’autore immagina che le vittime di mafia si ritrovino in un giardino di carrubi e ulivi potati, a me piace pensare di arance e limoni. Al centro di questa folla, l’esercito dei buoni, ci sono i bambini vittime della mafia, per i quali la pietà e la tenerezza degli adulti, donne e uomini, creano una festa che è amore e speranza.
L’autore, attraverso i nomi di quasi tutte le vittime della mafia, ne ripercorre l’intera storia.
“Nella cantata il discorso politico e l’indignazione civile ritrovano la pienezza del loro significato e le loro radici profonde nei sentimenti elementari, l’amore e la sofferenza, la solidarità e il senso di giustizia. La tragedia che chiamiamo mafia si rivela qui nella sua nuda essenza di offesa all’umanità”.
Le mie carte di agrumi simbolicamente costruiscono la scena teatrale del racconto, evocano i luoghi, la Sicilia e gli aranceti, proposti qui come fossero una sorta di paradiso terrestre, un aldilà immaginifico dove i personaggi si ritrovano per raccontarci la loro tragedia e invitarci a non abbassare la guardia.

Mauro Bubbico

Mauro Bubbico si occupa di progettazione grafica per enti pubblici ed aziende nell’ambito della creazione dell’identità aziendale e lo studio dell’immagine coordinata, del packaging design e dell’allestimento di spazi espositivi, di editoria, campagne d’informazione e di utilità sociale.

Dal 1999 al 2006 è stato consigliere Aiap (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva www.aiap.it).

Già docente del Laboratorio di progettazione grafica al Politecnico di Bari Facoltà di Architettura, corso di Disegno industriale svolge dal 2007 l’atttività di docenza in Design della comunicazione visiva all’Isia di Urbino (Istituto superiore industrie artistiche).

Recensioni dei suoi lavori e articoli sulla sua attività sono apparsi sulle più importanti riviste e pubblicazioni internazionali: Lineagrafica; Abitare; Domus; Adi Index 2000 (catalogo dei candidati al Compasso d’Oro); The design of dissent di Milton Glaser & Mirko Ilic, Rockport Publishers; Spaghetti Grafica 2, Contemporary Italian Graphic Design, Catalogo Electa 2009.

Ha partecipato su invito a concorsi nazionali tra i quali Celebrazioni del terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni (concorso per la realizzazione del marchio e del manifesto ufficiale) 2007; Dedicato a Udine, 12 graphic designers leggono la città, 2007; Biella è Bella (concorso per l’identità visiva della città di Biella) 2009 di cui si è aggiudicato il lotto per la realizzazione della segnaletica urbana dei beni culturali e della toponomastica cittadina.

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