Tag

, , , , ,

Dopo l’intervento di oggi 17 agosto del direttore di Calabria Ora Piero Sansonetti, il bagnante calabrese e il turista s’interrogano: a chi credere?

Vengono definiti, dal direttore, «faziosi», i dati diffusi da Goletta Verde sulla salute delle coste calabresi. Dati che «hanno provocato enormi danni al turismo della nostra regione.»

Seguirà la restante parte dell’articolo apparso oggi sul quotidiano calabrese.
Non prima però di una constatazione: l’anno scorso l’attacco fu di Goletta Verde nei confronti dell’Arpacal. Legambiente dichiarò che i dati analizzati dall’Arpacal nel corso del 2010 erano basati su prelievi effettuati a 700 metri dalla costa senza tener conto del cosiddetto fattore di diluizione, al quale è dovuta la diminuzione dei livelli batterici a una così grande distanza dalle foci dei fiumi e degli scarichi, legali o illegali che siano (leggi qui).

Nel 2012 tocca all’ARPACAL replicare confutando i dati raccolti e diramati da Goletta Verde (leggi qui il report Calabria 2012) con un comunicato sulla presenza di mucillagine (leggilo qui) e fornendo nel report balneazione 2012 i dati del 2011 (che puoi leggere qui).

Il dato che colpisce in questa vicenda è l’incomparabilità dei datidichiarata dell’ente della Regione Calabria. Scusandoci per il gioco di parole, l’Arpacal dichiara che i suoi dati non possono essere paragonati a quelli di Goletta Verde perchè diversi per tipologia di prelievo, per luoghi di prelievo, per riferimenti normativi, … Ma l’acqua del mare è sempre quella (sbirciamo noi), la schiuma marrone anche.

L’ARPACAL dichiara inoltre che «restringere il controllo delle acque destinate alla balneazione alle foci dei fiumi non è “Monitoraggio Ambientale”, non ne ha valenza scientifica né statistica, ma al contrario, inficia il dato reale rappresentativo dell’area. Estendere una criticità  verificata dal dato analitico (foce del fiume inquinato) che, tra l’altro  la normativa vigente indica come area non balneabile, al giudizio negativo di Kilometri di costa che godono di acque cristalline e pulite è delittuoso tanto quanto inquinarle.»

SBIRCIAPAOLA ricorda che la costa della città, lungomare e cosiddetti Bracci, dove i paolani e i turisti fanno il bagno (di solito entro i 700 metri dalla costa), è disseminata di foci di torrenti. Non è forse «monitoraggio ambientale» dare risposte alle richieste dei cittadini e definire le condizioni di “sicurezza” di una determinata località, controllando e prevenendo i fattori di inquinamento? Peccato che Paola abbia torrenti, non rientrando nelle casistiche dell’ARPACAL non c’è da preoccuparsi?
L’immagine che riportiamo è tratta dal portale acque del Ministero della Salute (vedi qui). È un montaggio grafico delle aree attenzionate dai prelievi dell’Arpacal. Ai nostri SBIRCIATORI, all’ARPACAL e a Goletta Verde le considerazioni al riguardo.
Questi dilemmi i bagnanti se li fanno perchè ubriachi di dati e notiziuole provenienti da portali e da giornali, sa sindaci e presidenti “da bere”.
Noi bagnanti vorremmo solo la verità scientifica atta a salvaguardare la salute dei nostri figli. Non ce ne frega nulla del turista che potrebbe spaventarsi per la notizia potenzialmente farlocca, questa gara tra enti e associazioni ambientaliste fa male a loro quanto a noi.
CONFRONTATEVI A VISO APERTO
ARPACAL vs GOLETTA VERDE
Una conferenza stampa congiunta, che tutti sappiano: cittadini, turisti, presidenti e sindaci. Datevele di santa ragione se è il caso ma che esca un dato, più dati. Una volta per tutte.
Segue il resto dell’articolo di Sansonetti che confuta i dati di Legambiente.

Il Presidente della Regione, i Comuni della Calabria, le associazioni degli albergatori
devono farsi promotori di una “Class Action” (azione giudiziaria di gruppo) contro Goletta Verde che nei giorni immediatamente precedenti a Ferragosto ha assunto una iniziativa vistosamente faziosa e dannosa per il turismo calabrese, cioè per una delle principali fonti economiche della nostra regione. La diffusione in piena stagione balneare di dati manipolati e insignificanti sulla salute del mare – grazie anche alla scarsa sensibilità e al poco acume della stampa – ha provocato danni incalcolabili e dei quali Goletta Verde deve rispondere.
Cosa è successo? Goletta Verde ha realizzato uno studio sull’inquinamento delle Coste italiane basato su principi che non hanno niente di niente di scientifico. Cioè ha analizzato lo stato dell’inquinamento alla foce dei fiumi e dei torrenti – in pratica su un territorio che copre circa il 5 per cento delle coste nazionali – infischiandosene di tutto il resto delle spiagge. In Calabria ci sono molti fiumi e torrenti (anche se piccoli, e quindi poco inquinanti) e di conseguenza ci sono molti punti nei quali il mare non è pulito. Gran parte di questi pezzi di spiaggia sono già vietati alla balneazione. E Goletta Verde è andata proprio lì a fare le analisi e ha stabilito che la Calabria è la regione col mare più inquinato d’Italia. Notizia rimbalzata sulle prime pagine di tutti i giornali e che ha provocato un danno grandissimo al turismo.
Recentemente una indagine vastissima realizzata da Arpacal, ente pubblico sottoposto al controllo del governo, ha stabilito che il mare della Calabria al 95 per cento è in condizioni “eccellenti”, cioè è tra i più puliti di Italia.
L’indagine di Goletta Verde e l’incredibile risonanza che ha avuto sulle Tv e sui giornali, naturalmente, hanno molto avvantaggiato le regioni del Nord. Cioè hanno favorito il loro turismo, già premiato dalla assoluta superiorità delle infrastrutture costruite dallo Stato italiano in quelle regioni (autostrade, ferrovie, aeroporti). E’ stata data la notizia che è meglio fare il bagno a Rimini o a Principina piuttosto che a Tropea. Una bufala pazzesca.
Una volta, quando vigevano i vecchi codici penali, una cosa del genere veniva rubricata sotto il reato di “diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”. Erano guai seri.
Per fortuna le cose sono un po’ cambiate, quella figura di reato non esiste più. Ottimo. Però sarebbe davvero un gesto di rassegnazione insopportabile se la Calabria subisse in silenzio questo sopruso, questa sopraffazione (che non siamo in grado di dire se sia stata compiuta in buona fede o invece con intenzione).
E’ giusto chiedere l’intervento della magistratura e un adeguato risarcimento dei danni. Non è che possiamo continuare a sopportare in eterno la tirannia e le cialtronate del Nord, senza fiatare.

Annunci