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Infuria in Calabria la polemica sul mare sporco scatenata dai dati di Goletta Verde, che ha assegnato alla Regione più meridionale dell’Italia peninsulare la “maglia nera” per il mare più inquinato, insieme a Campania e Liguria, mentre le Regioni con le acque più limpide sarebbero Sardegna, Toscana ed Emilia Romagna (!).
I volontari di Legambiente hanno effettuato 205 analisi microbiologiche dal laboratorio mobile di Goletta Verde, con dei prelievi realizzati alle foci di fiumi, torrenti e canali (!).
I dati hanno scatenato una vera e propria bufera, soprattutto in quelle Regioni posizionate sul “podio” del mare più inquinato. In modo particolare Liguria e Calabria si sono infuriate e hanno messo in dubbio la credibilità dei dati diffusi da Legambiente. Dubbi che sono di tutti noi, osservando la mappa dei prelievi da cui emerge come tra Veneto ed Emilia Romagna, ad esempio, Legambiente non ha effettuato alcun prelievo nel Polesine, alla foce del Po (come mai?) e in molte altre zone costiere. Pochi prelievi anche in Liguria, nel Gargano, sulla costa del Cilento, nel Salento e nella Calabria jonica: da Reggio Calabria a Catanzaro ci sono più di 200km di costa e non è stato effettuato neanche un prelievo (!!!), così come da Crotone a Sibari, per altri 100km di costa!
I risultati, poi, sono tutti da interpretare. In base ai prelievi campione, la Calabria ha 19 punti inquinati su 24 test, cioè uno ogni 38km di costa. In Campania, invece, 14 punti inquinati su 20 test, cioè uno ogni 34km di costa, e in Liguria 15 punti inquinati su 18, cioè uno ogni 23km. Nel Lazio, poi, 13 punti inquinati su 15, uno ogni 28km di costa. Ma il rapporto tra numero di chilometri di litorali Regionali e il campione analizzato è da prendere in considerazione o meno? Forse gli esperti di Legambiente se ne sono dimenticati!
Così come si sono dimenticati che in Toscana ed Emilia Romagna è in atto una tremenda siccità che ha reso completamente secchi fiumi e torrenti, anche quelli più importanti come l’Arno, e che quindi non portano in mare acqua, liquami e batteri come invece accade nelle Regioni del sud, in cui non c’è il problema della siccità.
Ma a rispondere in modo chiaro a Legambiente e a porre fine alla polemica sono le tartarughe caretta-caretta. Le grandi tartarughe marine che sono specie protetta perchè in via d’estinzione. Per vivere hanno bisogno di acque limpide e incontaminate, e per riprodursi devono nidificare le loro uova in spiagge pulite e naturali. Sono ormai pochissimi i punti del Mediterraneo in cui queste straordinarie specie possono nidificare: non vanno più in Spagna, in Francia o nell’Italia centro/settentrionale, ma trovano le loro condizioni ideali solo in alcune località di Puglia, Calabria e Sicilia, nel Salento, nel Reggino Jonico, nell’Agrigentino e a Lampedusa. Addirittura in provincia di Reggio Calabria c’è il “Paese delle tartarughe“, Brancaleone, dove ogni anno nascono centinaia di piccole caretta-caretta che si tuffano felici nelle acque dello Jonio. Nel Mediterraneo, poi, solo in Libia, Tunisia, Cipro e Creta queste fantastiche tartarughe riescono ancora a riprodursi. E nei giorni scorsi proprio nel reggino si sono verificate due schiuse di caretta-caretta, a Pellaro (a due passi dal centro di Reggio Calabria) e a Capo Spartivento, vicino proprio a Brancaleone..
Sono loro la migliore risposta a chi spala fango sull’immagine e sulla pulizia dello splendido mare calabrese, dove ci sono sicuramente tanti punti critici e inquinati, forse anche di più rispetto ad altre Regioni del centro/nord più evolute dal punto di vista sociale e infrastrutturale, con meno malaffare e criminalità, ma tutto ciò ha poco a che vedere con la pulizia del mare che è dovuta soprattutto a fattori naturali e, nello specifico, in Calabria e più in generale al sud Italia le forti correnti dei vari mari aperti riescono a ripulire in fretta ogni tipo di sporcizia garantendo acque limpide e incontaminate, al contrario dei bacini chiusi, come ad esempio l’alto Adriatico, dove anche pochissimi microbi fanno fatica ad andar via e rendono l’acqua putrida e puzzolente.
Chi viene a dirci che è meglio farsi il bagno a Rimini che a Tropea non può essere credibile già di per sè. Ma, se ci fosse ancora qualche dubbio, le tartarughe caretta-caretta hanno smentito in modo definitivo la clamorosa bufala di Legambiente, i cui vertici evidentemente sfruttano e strumentalizzano una base fatta di centinaia di volontari che operano in buona fede e con molta ingenuità alle spalle di chi, invece, manovra interessi politici ed economici a suo piacimento. E questo gioco, sicuramente, non può appartenere alle tartarughe che per nidificare scelgono la Calabria, non Riccione. Alla faccia di Goletta Verde.

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