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Giovedì 23/08/2012 or 22.45 in Villa Comunale a Paola. Ingresso, aria fresca, compagnia, allegria, panorama, sedie, verde, film, …, gratuiti.
MISSIONE DI PACE – Un film di Francesco Lagi. Con Silvio Orlando, Francesco Brandi, Alba Rohrwacher, Filippo Timi, Antonella Attili, Ivo Ban, Bugo, Mariano Pirrello, Francesco Colella, Aram Kian, Tommaso Ragno,Bozidar Smiljanic, Frank Crudele, Branko Vikich.
Commedia, durata 90 min. – Italia 2011. – JP Entertainment.
Il capitano Vinciguerra, veterano di missioni di pace, si vede assegnare l’incarico di catturare un criminale di guerra in una No Man’s Land dell’area balcanica. È la sua occasione per veder finalmente riconosciuti in modo ufficiale i suoi meriti. I quali sono stati sempre sottovalutati a causa delle azioni che il figlio Giacomo (acceso pacifista) continua a mettere in atto ai suoi danni. I due finiranno con il trovarsi fianco a fianco proprio nella difficile missione. Insieme a loro sarà in azione un manipolo di soldati preparati ma poco militareschi.
È una commedia farsesca su un tema di grande importanza quella che Francesco Lagi, al suo primo lungometraggio, ci propone. La scelta stilistica è quella giusta proprio perché, sul versante del dramma, Aureliano Amadei ci ha già regalato quell’interessante riflessione su una vicenda personale e collettiva al contempo che risponde al titolo di 20 sigarette. Se dovessimo cercare dei progenitori artistici a questo film dovremmo pensare a M.A.S.H.. e a Mediterraneo per l’ironica dissacrazione dell’assunto. Lagi e i suoi cosceneggiatori (fra cui Umberto Contarello) si divertono a ironizzare sulle ideologie. Giacomo è un pacifista intriso di slogan fino al midollo. La sua è sicuramente buona fede con però incorporato il vizio di voler fare la morale a tutti e su qualsiasi argomento. Dall’altra parte ci sono militari molto poco guerrafondai (hanno ricostruito pietra su pietra un’antica chiesa ortodossa) ma affezionati al loro compito. In mezzo c’è un criminale di guerra che uccide gli orsi e ne mangia il cuore.
Tra carri armati fuori controllo e graduati americani pieni di prosopopea si sviluppa, per cause di forza maggiore, un rapporto padre/figlio che inizia a ricucire i rapporti nonostante tutto. Giorgio Gaber affermava che “l’uomo è quasi sempre meglio dell’ideologia che sostiene”. Questo film ce lo ricorda con un sorriso.
SBIRCIATO su mymovies.it – Giancarlo Zappoli

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