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L’imprenditore della Piana di Gioia Tauro, Antonino De Masi, che denuncio’ i vertici di alcuni istituti di credito per usura, dopo gli ultimi casi di suicidi di imprenditori, ha annunciato di avere presentato esposto in diverse Procure italiane contro le banche per estorsione e riciclaggio.”Da vittima di questo sistema – afferma – ho l’incoscienza ma anche il dovere di denunciare, affinche’ le cose forse possano cambiare facendo emergere la verita’ ed evitando nuove tragedie”.

Non lascia la Calabria. De Masi ha il coraggio di denunciare e continuare nella sua missione di imprenditore. Lavoro e ricerca, ricerca e lavoro, impegno personale e finanziario – De Masi, anche se vessato dal trattamento che molte banche gli hanno riservato, ha investito circa 300 mila euro per arrivare a brevettare un prodotto salva vita per edifici residenziali, industriali e commerciali.
Il gruppo De Masi – nonostante le difficoltà – è una realtà importante nella Piana di Gioia Tauro, che già dà lavoro a 160 persone. Se il mercato risponderà, visto che la consegna è garantita al massimo entro 40 giorni, il Gruppo potrà assumere nuove persone. Elemento non secondario in una realtà difficile come quella calabrese.

L’idea è nata circa due anni fa, in occasione del sisma avvenuto in Giappone. L’imprenditore si pose delle semplici domande: “Come si può, in caso di eventi distruttivi, garantire una relativa sicurezza ed incolumità delle persone all’interno delle proprie case? Come può l’abitazione essere solo un luogo di vita anziché divenire, in certi casi, un serio fattore di pericolo?”. La risposta è stata il prototipo della “cellula di sicurezza” che ha soddisfatto esigenze e criteri fino ad oggi mai sperimentati.

Il terribile sisma avvenuto in Emilia Romagna ha cambiato alcuni step relativi alle tempistiche della presentazione del prodotto sul mercato. “Credo di avere la tecnologia – afferma De Masi – per poter aiutare concretamente le persone che in questo momento vivono nel bisogno. Ho la possibilità con il mio lavoro di trasmettere una maggiore sicurezza a coloro i quali, e sono tanti, pur avendo le case agibili vivono con una forte paura e angoscia, anche in seguito ai recentissimi provvedimenti dei sindaci che hanno imposto il rientro a casa. Posso quindi, nel limite delle mie possibilità, aiutare alcune famiglie donando loro a titolo gratuito il mio prodotto”.

Per De Masi: “un progetto del genere prima di essere reso pubblico e immesso sul mercato mondiale dovrebbe seguire dei passaggi fondamentali, per far condividere al mondo scientifico obiettivi e risultati raggiunti; avrebbe bisogno di un duro ed attento lavoro tecnico giuridico per la salvaguardia nei mercati mondiali della proprietà intellettuale e dei brevetti tecnici, con l’impostazione di documentazione tecnica divulgativa e traduzione di testi. Servirebbero insomma alcuni mesi di lavoro fondamentali per rendere il prodotto protetto, visibile ed accessibile. Visto però l’ultimo sisma, assumendomi forti responsabilità e rischi imprenditoriali, ho deciso di rendere pubblico tutto e mettere a disposizione di chi ne ha interesse quello che ho realizzato”.
L’idea è comunque chiara: chi viene coinvolto in un evento del genere di solito non ha la lucidità per seguire le poche regole consigliate. Per ovviare a tale situazione che può provocare angoscia e confusione va creato un luogo fisico che possa dare garanzia di protezione. Certamente esistono già in alcuni edifici pubblici delle aree “super sicure” in cui in caso di sisma si viene indirizzati per trovare rifugio, ma le case hanno come unica protezione i sistemi di costruzione antisismici, tra l’altro non sempre presenti.

Da queste osservazioni è partito De Masi per studiare ed affrontare il problema, individuando alcune premesse progettuali:

  • immaginare di individuare un’area di una casa o di un edificio senza limitarne l’uso corrente, senza quindi condizionarne l’abitabilità quotidiana della stessa;
  • il luogo da rendere sicuro doveva essere posto al centro della casa, raggiungibile da tutti immediatamente, senza aprire porte, scendere scale e perdere tempo;
  • dal punto di vista dell’installazione doveva essere una struttura montabile senza l’utilizzo di mano d’opera specializzata e di attrezzature particolari con un montaggio ed uso semplice e chiaro;
  • doveva essere leggera per non creare ulteriori carichi all’edificio, né apportare alcuna violenza architettonica allo stesso;
  • doveva avere un costo accessibile a tutti;
  • doveva essere un prodotto standardizzabile e spedibile in tutto il mondo.

Partendo da questi prerequisiti è stato creato il prodotto “cellula di sicurezza” che potesse dare le seguenti garanzie:

  1. resistere ad un crollo totale o parziale di un edificio ad uno o più piani (in relazione al modello di struttura che si intende acquistare ed alle dimensioni dell’edificio), con una certificazione di resistenza a carichi molto chiara, in modo che siano chiari i limiti della stessa;
  2. resistere a crolli parziali o totali anche orizzontali (pareti e strutture annesse)
  3. non irrigidire l’immobile creando delle limitazioni all’elasticità sismica dello stesso.

Ci si è quindi concentrati sulla nascita di un “sistema di protezione” modulare a forme e geometrie diverse e variabili costruito in acciaio, ricoperto all’interno di pannelli ed all’esterno con una rete di protezione o in lamiera in acciaio anche forata, come protezione antidetriti.
La struttura, modulare di forme e dimensioni diverse, è costituita:

  • da pareti in acciaio ricoperti con pannelli, con forme apposite atte a garantire la massima resistenza;
  • struttura di base in acciaio ad alta resistenza, con la predisposizione per l’inserimento di “arredi” quali piastrelle, parquet o similari;
  • struttura superiore ad alta resistenza con un innovativo sistema di distribuzione e scarico dei pesi;
  • traversine orizzontali e verticali in acciaio  per irrigidire e distribuire pesi ed urti;
  • sistema di protezione antidetriti in rete di acciaio o in lamiera di acciaio anche forata che avvolge all’esterno la struttura.

Questi moduli  appositamente assemblati possono essere installati, per esempio, in un corridoio “creando un tunnel” sacrificando solo pochi cm. di spessore ed in altezza, oppure in uno spogliatoio o in altri  ambienti della casa.
La struttura, che è ricoperta all’interno da pannelli, potrà eventualmente essere tinteggiata per adeguarla all’arredamento nel quale è collocata. L’altissimo livello dei materiali usati consente di avere particolari requisiti di resistenza e di leggerezza.
La modularità del progetto permette di creare delle cellule protettive di dimensioni e resistenze diverse oltre che la realizzazione all’interno di tali cellule di ulteriori sistemi protettivi. Difatti sono allo studio ulteriori varianti che prevedono l’appoggio della struttura su dei supporti in gomma e l’applicazione di accessori come “airbag” laterali per l’ulteriore protezione degli utilizzatori, oltre che la creazione di apposite nicchie che possono essere utilizzate per contenere un megafono, un estintore, una torcia ed altri accessori di prima emergenza.
Oltre a ciò i pannelli laterali hanno una luce rispetto ai muri, mentre la parte superiore è collocata ad una certa distanza dal soffitto, e ciò consente che la stessa possa essere facilmente smontata e rimossa, con i pannelli di facile sostituzione.

In definitiva questo progetto non è quello di semplice struttura antisismica. Si tratta una vera e propria cellula di sicurezza adatta a resistere alla caduta verticale o orizzontale di determinati pesi (il carico sopportabile dalla cellula sarà ben chiaro ed evidente). Tale caratteristica potrebbe dunque rivelare tale cellula come perfettamente adatta a resistere a terremoti di forte intensità.

SBIRCIATO anche su ilgiornaledellaprotezionecivile.it, malitalia.it e demtech.it

Un elemento necessario in ogni residenza sita in aree a rischio sismico, e in ogni scuola aggiungiamo noi. Si spera che possa diventare obbligatorio rendere sicure le scuole con sistemi simili ancor prima di reperire i fondi, sempre meno disponibili, per metterle in sicurezza dal punto di vista antisismico.
Lo sciame sismico che da più di un anno sta interessando Calabria e Lucania potrebbe essere il segnale di un futuro grosso terremoto, dicono gli esperti. Perchè aspettare ancora, le cellule di sicurezza sono state inventate e realizzate in Calabria da un calabrese, costi di trasporto praticamente azzerati.
Diamo credito ai cervelli locali, non aspettiamo che lo facciano gli altri per poi leccarci le ferite.
Che le istituzioni locali prendano provvedimenti, prevenire è meglio che curare.

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