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«Alla luce dei recenti fatti e del clima che si è creato, con proteste e minacce personali all’artista, l’organizzazione del concerto e il promoter locale hanno deciso di sospendere il concerto di Antonello Venditti previsto per il 28 settembre a Vibo Valentia».

Queste le poco credibili parole con le quali l’organizzazione comunica l’annullamento del concerto di Vibo Valentia dell’UnicaTour di Antonello Venditti.
Che le proteste ci siano state non vi è dubbio alcuno, il web è stato invaso da considerazioni molto colorite riguardo la data del ritorno dell’artista in Calabria dopo le sue dichiarazioni di tre anni fa. Proteste giustificate da parte di tutti coloro che hanno ascoltato gli sproloqui di Venditti nei confronti del popolo calabrese (leggi qui): «Ma perché Dio ha fatto la Calabria?»…«In Calabria non c’è veramente niente, ma niente che sia niente».
La presenza della parola «minacce» nel comunicato dell’organizzazione, oltre ad apparire esagerata, ha creato un vorticoso tam tam in rete che ha un sapore altrettanto amaro. Non crediamo che l’artista abbia ricevuto minacce, conoscendolo molto loquace, specie in pubblico, non avrebbe esitato nel denunciarle pubblicamente se gli fossero pervenute realmente. Un’esagerazione creata ad hoc? Forse per evitare il flop di presenze al concerto di Vibo?

«VENDITTI ANNULLA IL CONCERTO IN CALABRIA: “ARTISTA MINACCIATO”»
Così titola cadoinpiedi.it riportando il testo integrale pubblicato da Peppe Caridi su strettoweb.com.
Il sottotitolo di cadoinpiedi.it recita: «I calabresi non hanno dimenticato le offese del cantautore. E lo aspettavano per farglielo capire
Ecco un esempio della reazione a catena che un comunicato eccessivamente offensivo e inopportuno sta creando in rete.

Altro titolo su nuovacosenza.it: «Venditti annulla concerto a Vibo “Mi denigrano”».

E ancora, su ilquotidianodellacalabria.it: «La T&G Group ha così evidenziato che “trattandosi di un concerto, a pagamento (una percentuale dell’incasso era destinato all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Vibo e Crotone), con investimenti di capitali aziendali propri e senza aiuto alcuno da parte della Regione Calabria, della Provincia di Vibo e del Comune di Vibo, siamo in presenza, per noi, di grandi danni di immagine, di vendita di biglietti e di acquisizione di sponsorizzazioni”.»
Aggiungiamo noi che è inutile piangersi addosso e additare i calabresi per essere anche insensibili alla buona causa del concerto, la T&G Group avrebbe potuto informarsi sulle performance di Venditti di tre anni fa, avrebbe potuto proporre un altro artista.

Di ben altro colore la considerazione goliardica scritta oggi da un amico su facebook:
«mò dico io: sono tutti contenti che Venditti ha annullato il concerto in Calabria, per la nota vicenda (vecchia di anni). Ha sbagliato, anche se ha cercato varie giustificazioni. Da antiognicosa quale sono mi chiedo: cci su migliaia e genti tra politici e patruni e ndranghetisti ca ni pijianu ppò c..u ogni jornu e nui n’avimu e scaricara ccù nu venditti qualsiasi! Allora nu meritamu daveru!? Traduzione: ci sono migliaia di politici, imprenditori e ndranghetisti che ci prendono per i fondelli ogni giorno e noi scarichiamo le nostre frustazioni su un venditti qualsiasi! Allora ci meritiamo davvero tutto questo!? Se l’opinione pubblica calabrese si fosse mobilitata con la stessa veemenza e lo stesso orgoglio adesso saremmo tra le regioni più ricche d’Italia…».

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