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Pagina dedicata all’attività dell’assessore all’urbanistica Paolo Siciliano, con delega ad ambiente, viabilità, commercio, assetto idrogeologico, pari opportunità, protezione civile.
Verranno pubblicate tutte le comunicazioni che l’assessore ci inoltrerà.
SBIRCIAPAOLA da sempre attenta alla trasparenza della “cosa pubblica”, si offre come contenitore per divulgare e creare un archivio (sempre disponibile) delle attività svolte da chi amministra la nostra città.

  • 17 SETTEMBRE 2012
    AGGIORNAMENTI SUL PSC ED ICI
    COMUNE DI PAOLARELAZIONE SULLA MOZIONE DI REVOCA DELIBERA N. 31 DEL 7.11.2011
    Con riferimento alla mozione di revoca delle delibere di Consiglio Comunale n° 31 del 07.11.2011 e n° 64 di Giunta Comunale del 20.03.2012, ho verificato il contenuto delle stesse ed effettivamente ritengo fondata la richiesta dei consiglieri firmatari dell

    a mozione, in quanto :premesso che, in materia di pagamento dell’ I.C.I. per le aree fabbricabili, la Cassazione a sezioni unite ha stabilito (sent. n° 25506/06) che il pagamento in questione è dovuto –in applicazione di una norma varata nell’estate dell’anno scorso- anche quando l’edificabilità di un’area sia prevista solo da uno strumento urbanistico adottato (cioè, non ancora formalmente approvato e neanche in vigore a tutti gli effetti), e’ da segnalare che nell’ultimo decennio si è fatto strada, nella legislazione urbanistica di molte Regioni, un modello di pianificazione del territorio che individua e distingue –a livello comunale- un piano strutturale contenente le grandi scelte di pianificazione urbanistica senza limiti di durata, e un piano strategico-operativo destinato al raggiungimento di obiettivi determinati in un arco temporale limitato. Tali piani, integrati –se localmente sprovvisto- da un ulteriore strumento di pianificazione costituito dal regolamento urbanistico, hanno sostituito l’ambito pianificatorio riservato, un tempo, al PRG (Piano regolatore Generale).
    Per quanto ora detto è di particolare importanza, soprattutto con riferimento al concetto di area fabbricabile ai fini ICI, in quanto –come rilevato anche da un’interessante pronuncia del Tar di Bologna (sent. n° 609 del 15/5/06)- solo la contemporanea presenza/interazione dell’insieme di tre nuovi strumenti edificatori ovvero il P.S.C. , il P.O.T. e il P.A.U. è in grado di sostituire il vecchio PRG; il che significa, in altre parole, che – quant’anche si confermi (e accetti) la tesi della Cassazione di cui si è riferito e secondo la quale, come visto, è sufficiente la sola generica previsione di edificabilità contenuta in un Piano regolatore Generale (ancorchè non effettiva) per considerare edificabile un’area ai fini ICI- è comunque necessario, a quest’ultimo fine, che la nuova pianificazione sia stata completata in tutte le sue componenti (Piano Strutturale, Piano Operativo, Pau).Con L.R. della Calabria n° 19 del 2002 la strumentazione urbanistica di comuni è stata completamente riformata, sia nei contenuti che nelle procedure di approvazione: il Programma di Fabbricazione e il Piano regolatore Generale sono stati sostituiti dal Piano Strutturale Comunale (artt. 20e 27); ed il regolamento edilizio è stato sostituito da un regolamento edilizio e urbanistico (art. 21). In particolare, il vecchio PRG è stato sostituito da da un sistema più articolato d i pianificazione che opera su due livelli, quello strutturale e quello operativo, introducendo accanto al Piano Strutturale Comunale il Piano Operativo Temporale. Il POT, che segue in ordine temporale il PSC e lo attua (art. 23), secondo le “Linee Guida della Pianificazione Regionale”, approvate dalla regione Calabria con deliberazione del Consiglio Regionale 10/11/2006 n° 106, non va confuso con i piani attuativi unitari, stante il suo carattere operativo e programmatico che ne fa uno strumento integrativo del PSC.
    E’ però, nell’ambito del sistema degli strumenti urbanistici definito dalla L.R. n° 19/2002, gli strumenti che attribuiscono l’edificabilità delle aree vanno individuati nel Piano Operativo Temporale (POT) e nei Piani Attuativi Unitari (PAU), in quanto strumenti che –al pari del vecchio PRG- conferiscono i diritti edificatori.
    Il PSC, infatti, si limita ad individuare le aree idonee all’edificazione, in quanto non sussistono specifici fattori escludenti di natura ambientale, paesaggistica ecc, e a definire i limiti e le condizioni cui è subordinata la trasformazione ai fini insediativi delle medesime aree. Tali aree, definiti dalla legge “urbanizzabili” acquisiscono però il carattere della edificabilità solo nel momento in cui sono inserite nel POT, il quale disciplina puntualmente gli interventi che possono essere realizzati nell’area. Inoltre l’edificabilità riconosciuta dal POT presenta i caratteri di concretezza e attualità, dal momento che le previsioni edificatorie del piano devono essere attuate bell’arco temporale di durata del piano. Pertanto l’edificabilità può riconoscersi agli ambiti individuati dal POT che trovano nel medesimo piano una puntuale definizione dei contenuti dello jus aedificandi.

    Pertanto, essendo necessario, per quanto sopra affermato, l’esistenza di strumenti consequenziali al P.S.C. che mi risultano non eseguiti (POT) ed in iter approvativo i P.A.U., è opportuno investire gli uffici per una disamina degli strumenti urbanistici al fine di definire in modo concreto gli estimi afferenti alle possibilità edificatorie dei vari terreni.

    L’Assessore all’Urbanistica
    Avv. Paolo Siciliano

  • 10 SETTEMBRE 2012
    PROTEZIONE CIVILE – COMUNE DI PAOLA…… Al fine di procedere alla messa in sicurezza e pulizia dei torrenti presenti sul territorio Comunale, con nota prot. 12282 del 13/07/2012, è stata richiesta autorizzazione alla Provincia di Cosenza Settore Protezione Civile E difesa del Suolo;
    Il Nulla Osta per procedere all’espletamento dei lavori di cui sopra, nei torrenti che di seguito si elencano, è stato emesso dalla Provincia di Cosenza con Prot. n. 71235 del 25/07/2012, acquisito al protocollo dell’Ente al n. 14592 del 09/08/2012;

    _ La Ponte – Tordillo – Palumbo – Regina – Pichionchio – Paraspò – Arenaccio – San Francesco – Fiumarella – San Domenico – Zio Petruzzo – Licciardo – Manca di Gatto – Tenimento – Fosso Triola – Scirocco – Castagnaro – Casale – Deuda;- al fine di intervenire sui punti più critici individuati da personale dell’Ufficio di Protezione Civile , giusta nota prot. 14187 del 24/08/2012 e riportati su apposita documentazione cartografica, con nota prot. 14389 del 30/08/2012, è stata indetta gara informale e sono state invitate n. cinque ditte operanti sul territorio del Comune di Paola a presentare apposito preventivo offerta;
    – nel termine stabilito “ore 12 del giorno 03/09/2012 sono pervenute n. 4 offerte;
    – per come risulta dal verbale di gara informale del 03/09/2012, l’offerta più conveniente è quella presentata dalla Società CO.DE.SER srl con sede in Paola in Viale dei Giardini;
    – con Ordinanza Sindacale n. 57 del 05/09/2012, alla Società CO.DE.SER è stato ordinato di procedere, in regime di somma urgenza, all’espletamento dei lavori di cui al preventivo offerta acquisito al protocollo dell’Ente col n. 14565 del 03/09/2012.
    L’Assessore alla Protezione Civile
    Avv. Paolo Siciliano

  • 6 SETTEMBRE 2012
    Pubblico le osservazioni scritte in riscontro all’interrogazione sollevata dal Consigliere G. Di Natale al Consiglio Comunale del 13.07.2012.COMUNE DI PAOLA
    (Provincia di COMUNE DI PAOLA
    (Provincia di Cosenza)

    COMUNE DI PAOLA
    (Provincia di Cosenza)Paola lì 24.07.2012Al sig. Presidente
    Del Consiglio Comunale di Paola
    Dott.ssa Emira CiodaroAl Consigliere
    Graziano Di NataleOggetto: Osservazioni scritte all’interrogazione del 13.07.2012 sull’isola pedonale del Lungomare di Paola.
    Ill.mo Presidente del Consiglio del Comunale di Paola,
    con riferimento alla interrogazione issata dal Consigliere Graziano Di Natale – anche in rappresentanza, a suo dire, di una parte dei cittadini – circa le modifiche apportate da questa amministrazione alla viabilità del Lungomare di Paola mediante l’eliminazione dell’isola pedonale e della pista ciclabile, mi pregio n. q. di Assessore all’Urbanistica ed alla Viabilità di tributare le dovute osservazioni esplicative, anche al fine di rendere palpabile alla cittadinanza il modo di operare di questa amministrazione.
    Preliminarmente, si ritiene necessario risalire alla definizione di “ Pista Ciclabile ed Isola Pedonale in un contesto urbano, posto che nella zona interessata e circoscritta del Lungomare di Paola, insisteva la commistione di entrambi.
    La materia è disciplinata dal DECRETO MINISTERIALE 30 novembre 1999, n. 557
    “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili
    (G.U. n. 225, 26 settembre 2000, Serie Generale)”.
    PISTA CICLABILE
    A norma dell’art. 6 capo II del D.M. in parola, per pista ciclabile si intende: “ parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi.
    La stessa ( art. 6 comma 2) può essere realizzata:
    a) in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la sua sede sia fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili;
    b) su corsia riservata, ricavata dalla carreggiata stradale, ad unico senso di marcia, concorde a quello della contigua corsia destinata ai veicoli a motore ed ubicata di norma in destra rispetto a quest’ultima corsia, qualora l’elemento di separazione sia costituito essenzialmente da striscia di delimitazione longitudinale o da delimitatori di corsia;
    c) su corsia riservata, ricavata dal marciapiede, ad unico o doppio senso di marcia, qualora l’ampiezza ne consenta la realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedoni e sia ubicata sul lato adiacente alla carreggiata stradale.
    L’Art. 9. rubricato “Attraversamenti ciclabili” al suo secondo comma così statuisce” Per gli attraversamenti a raso, in aree di intersezione ad uso promiscuo con i veicoli a motore ed i pedoni, le piste ciclabili su corsia riservata devono in genere affiancarsi al lato interno degli attraversamenti pedonali, in modo tale da istituire per i ciclisti la circolazione a rotatoria con senso unico antiorario sull’intersezione medesima.
    L’art. 10 disciplina specificatamente la”Segnaletica stradale” il quale al suo primo comma testualmente recita “ …….. le piste ciclabili devono essere provviste della specifica segnaletica verticale all’inizio ed alla fine del loro percorso, dopo ogni interruzione e dopo ogni intersezione.
    Devono essere provviste (comma 2 stesso articolo) di appositi simboli e scritte orizzontali che ne distinguano l’uso specialistico, anche se la pavimentazione delle stesse è contraddistinta nel colore da quella delle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli a motore ed ai pedoni. Analogamente deve essere segnalato, con apposite frecce direzionali sulla pavimentazione, ogni cambio di direzione della pista.
    Ebbene, non è chi non veda come, l’area lato sud del Lungomare di Paola, adibita dalla precedente amministrazione a pista ciclabile con blocchi cilindrici di cemento (per intenderci con i noti panettoni) non godeva e non ha mai goduto delle caratteristiche minime di sicurezza e di viabilità imposte dall’esaminando D.M.
    Invero, in quella sede ciclabile tra l’altro a raso con la carreggiata riservata ai veicoli a motore, non v’era e non v’è mai stata traccia degli spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili. Solo per chi, a distanza di poco tempo se ne fosse dimenticato, ricordo che la distanza tra un blocco di cemento e l’altro era di circa 2 m. e non esisteva alcuna barriera che potesse evitare, soprattutto a garanzia della incolumità dei bambini, il facile attraversamento sulla sede riservata ai veicoli a motore.
    Inoltre, difettava completamente sia all’inizio che alla fine del percorso, la specifica segnaletica verticale, obbligatoria dopo ogni interruzione e dopo ogni intersezione.
    Per non disquisire, poi, sulla totale assenza dei mezzi di protezione.
    ISOLA PEDONALE
    La materia è trattata dalla Circolare Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici – 13 giugno 1983, n. 1030
    E’ utile precisare che le c.d. “isole pedonali” istituite frequentemente nei centri storici, che tendono per motivi di traffico crescente ad interessare aree sempre più ampie, nella realtà si configurano, quasi sempre, come zone con “disciplina limitativa di traffico”.
    Per “isola pedonale” deve pertanto intendersi esclusivamente una porzione di territorio effettivamente interdetta al traffico di qualsiasi tipo di veicolo e nella quale, di conseguenza, da parte del pedone si possa escludere in modo certo ogni contatto con veicoli di qualsiasi categoria.
    Nel caso in esame, la completa anarchia!
    a) Il tracciato dell’isola pedonale era a raso con la carreggiata riservata alla circolazione dei veicoli a motore;
    b) Lo spartitraffico tra l’isola pedonale e la carreggiata riservata alle vetture era costituito da una mini barriera di ferro agevolmente e pericolosamente travalicabile soprattutto dai bambini;
    c) All’interno dell’isola era consentito la circolazione a doppio senso di marcia anche dei velocipedi con evidente pericolo di investimento pedonale;
    d) La struttura in ferro che fungeva da spartitraffico, costituiva una vera e propria insidia alla normale e regolare viabilità, prova ne è il consistente numero di incidenti debitamente denunciati anche a questo ente ( da ultimo, nel corso di questo mese ).
    Tuttavia, è comprensibile che una parte dei cittadini, ormai abituati ad utilizzare la zona per attività ludiche e sportive non concordi con le decisioni adottate; ciò che mi lascia alquanto perplesso, è invece l’esternazione del Consigliere Di Natale – relatore dell’interrogazione de qua – nella parte in cui, a sua parere, si renderebbe necessario garantire ai cittadini, nonostante le lapalissiane illegalità, “un pieno utilizzo della zona secondo le ormai consolidate attitudini (SIC!).
    Quanto poi all’assunto che il doppio senso di marcia risulti “impraticabile poiché non rispetta i parametri stabiliti dal codice della strada”, sarebbe utile e pertinente sapere, se mi è concesso, a quale normativa si fa riferimento, considerato che il richiamo al codice della strada pur ritenendolo senz’altro suggestivo è aimè carente, infondato e privo di qualsivoglia supporto giuridico.
    Infine, il richiamo ad un fantomatico referendum via internet, oltre a suscitare evidenti perplessità in ordine all’attendibilità di tale strumento nonché alla sua praticabilità, appare non solo scardinato dal sistema istituzionale ma, ancor di più, ancorato ad una logica populista che certamente non appartiene a questa amministrazione.
    Ho accettato tale incarico per amministrare e per adottare le decisioni insieme a tutta la maggioranza di cui faccio parte, per dare una mia idea di Paola e renderla secondo la mia visione, giusta o errata che sia, più vivibile ed ancorata a principi di legalità.
    Ritengo che la partecipazione alla vita amministrativa dei cittadini sia elemento ineludibile per una sana gestione, ma sono convinto altresì che le decisioni debbano essere prese da chi amministra e da chi è stato legittimamente votato o nominato, come nel mio caso, per adempiere a tale ruolo.
    Il luogo istituzionale teatro di confronto e fermento fra le diverse posizioni è il Consiglio Comunale e non certo la tastiera di un computer, per quanto essa possa essere più agevole.
    Ed è in tale luogo che la maggioranza che mi sostiene e che legittima la mia stessa carica attende il Consigliere Di Natale per le sue considerazioni in merito a siffatta tematica.
    Con una precisazione quanto mai ampia in ordine alla immutata stima che nutro nei confronti dell’amico Graziano Di Natale, con cui non voglio avere “scontri” ma significativi “confronti” in ordine a visioni alternative e diverse, ma pur sempre costruttive per la crescita della nostra città.
    Con Osservanza
    L’Assessore alla Viabilità
    Paolo Siciliano

1 risposta a “www.sbirciapaola.it”

  1. Giuseppe Mazzei ha detto:

    Benissimo per la pulizia dei fiumi. Assessore ci vorebbe però un controllo dei lavori! Come insegna l’esperienza del passato se non si lavora bene, si spendono soldi e si riipetono i danni! Poi alla fine nessuno é responsabile. Quindi bene l’intervento urgente( speriamo che non arrivino le piogge autunnali), ma….tenga gli occhi aperti!

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