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  • 09/08/2012 – Vignettisti italiani in campo per i disabili
    ”Della disabilità si può sorridere. Lo dimostrano le 40 vignette esposte, in versione gigante, sotto i portici di via Po a Torino (fino al 31 dicembre -2003, ndr-). Alcuni dei più famosi vignettisti italiani (fra gli altri, Altan, Bucchi, Staino, Elle Kappa, Vauro) hanno messo alla prova la loro ironia per la mostra, indetta nell’ambito della Giornata europea delle persone disabili (lo scorso 3 dicembre). In arrivo anche un catalogo. Per sorridere, e far riflettere”.

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  • 25/07/2012 – Spiagge: vietato l’accesso ai diversamente abili
    Mare, sole e spiaggia, durante la stagione estiva, sono sinonimo di riposo e divertimento, ma non per tutti è così. I diversamente abili, anche in questo caso, subiscono delle discriminazioni. A loro, infatti, non sempre è permesso l’accesso alle spiagge. Purtroppo ancora oggi esiste questa triste realtà, nonostante siano sempre di più le spiagge e gli stabilimenti balneari dichiarati accessibili ai diversamente abili. Non sempre, ciò che è dichiarato accessibile, risulta esserlo davvero”.La nostra lettrice Natalia Marcelli ci ha inviato questo prezioso contributo, che pubblichiamo per intero.Spesso molti gestori di stabilimenti balneari considerano la propria spiaggia aperta a tutti solo perché esiste una passerella che conduce alla battigia o una carrozzina speciale che consente l’entrata in acqua. Ma ciò non basta.

    L’accessibilità delle spiagge e degli stabilimenti balneari è garantita dall’integrazione dei seguenti elementi:

    -PROGETTAZIONE: mira alla costruzione di un ecosistema inclusivo, ospitale e accessibile. Secondo l’articolo 1, comma 251, della legge 296/2006 “è fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”;

    -ACCOGLIENZA: i diversamente abili devono trovare un’adeguata struttura turistica. A tal fine devono essere coinvolti operatori e amministratori locali per creare un sistema di ospitalità per tutti, che tenga conto dei diversi bisogni del turista;

    -INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE, per permettere la scelta di spiagge in funzione delle proprie aspettative ed esigenze;

    -FORMAZIONE: deve essere assicurata agli operatori professionali (gestore, assistenti bagnanti, addetti alla ristorazione), ai fini di promuovere la conoscenza delle esigenze e della sensibilità dei diversamente abili;

    -MANUTENZIONE: è la condizione fondamentale per mantenere un servizio di qualità. È necessario che siano effettuati interventi immediati e periodici alle infrastrutture in dotazione. Ad esempio, una passerella, progettata secondo le esigenze motorie dei diversamente abili o anziani, può essere inutilizzabile a causa del cattivo stato in cui si trova.

    Per l’integrazione dei diversamente abili e il rispetto dei diritti umani, oltre alla normativa sull’accessibilità, è necessaria la presenza dei seguenti requisiti.

    REQUISITI INDISPENSABILI,

    1) presenza di un parcheggio adiacente allo stabilimento balneare;

    2) percorso pedonale adeguato e riconoscibile, che conduce allo stabilimento;

    3) accesso alla reception e al bar di spiaggia;

    4) servizio igienico adeguato;

    5) doccia adeguata;

    6) accesso all’area attrezzata della spiaggia (ombrelloni, lettini, ecc) mediante adeguata passerella;

    7) spogliatoio adeguato;

    8 ) sistema di guida e orientamenti specifici per persone specifiche e ipovedenti;

    Per “adeguato” si intende che rispetti la legge 9 gennaio 1989, n.13 “Disposizione per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” e la relativa Circolare n.259 del 23 gennaio 1990 del Ministero della Marina Mercantile che ne estende l’applicazione agli stabilimenti balneari. Per l’accessibilità a bar e ristoranti si rimanda la DM 236/89.

    REQUISITI OTTIMALI,

    1) presenza di un parcheggio riservato in prossimità dell’accesso allo stabilimento;

    2) accesso a tutti i servizi presenti (area ricreativa, ristorazione, ecc);

    3) possibilità di scegliere una postazione sulla spiaggia che possa essere attrezzata e resa accessibile;

    4) presenza di ausili che consentano di entrare e uscire dall’acqua;

    5) presenza, nell’area ricreativa, di giochi utilizzabili da bambini con disabilità.

    La mancanza di uno dei requisiti indispensabili rende, lo stabilimento balneare o la spiaggia,non accessibile.

    Elementi e requisiti sono stati raccolti in un Manifesto per l’accessibilità stabilimenti balneari e spiagge, realizzato dall’Associazione SiPuò (Laboratorio Nazionale Turismo accessibile).

    L’accessibilità e la fruibilità di una spiaggia e di uno stabilimento balneare sono assicurate dalla legge e pertanto costituiscono un vero e proprio diritto. Questo significa che, in caso di oggettiva impossibilità di accesso, la persona interessata può denunciare il fatto al Comune e chiedere l’applicazione della sanzione amministrativa prevista all’art.23 della legge 5 febbraio 1992, n.104 (che consiste in una multa) e nella chiusura da uno a sei mesi di qualsiasi pubblico esercizio che discrimini una persona diversamente abile. Potrà inoltre chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti, anche morali ed esistenziali.

    Per tutelarsi da brutte sorprese si consiglia di inviare una comunicazione scritta al responsabile dello stabilimento balneare, in cui s’indicano i bisogni e le difficoltà motorie e si chiede di avere conferma sull’effettiva accessibilità. Se l’accessibilità è dichiarata su un depliant o su un sito internet, occorre sempre chiedere conferma scritta, ponendo delle domande sull’effettiva presenza di alcuni accorgimenti.

    Le vacanze sono un diritto di tutti e basta poco per renderle possibili ai diversamente abili, proviamo a mandare in ferie le discriminazioni sociali.

    NATALIA G. MARCELLI (nataliag.marcelli@yahoo.it)

    SBIRCIATO su laleggepertutti.it

  • 15/06/2012

Per la serie PARTECIPIAMO TUTTI a migliorare la città, SPP propone ai suoi SBIRCIATORI, di segnalare disservizi inerenti le zone che più si frequentano. Mandateci dei piccoli dossier (bastano poche righe e qualche foto) che descrivano la zona e il disservizio “denunciato”.

Per esempio:

Situazione marciapiedi percorso via dei Giardini-via Cilea-via della Libertà (Fosse del Rango):

Su via dei Giardini il marciapiede risulta sottodimensionato per carrozzelle e passeggini, inoltre i pali dell’illuminazione stradale riducono ulteriormente la loro larghezza. Si è costretti a camminare sulla strada con i pericoli che ne conseguono.

In via Cilea il marciapiede è invaso dal parcheggio selvaggio delle auto, anche qui si cammina sulla strada.

Il tratto di via della Libertà (dall’incrocio dell’Odeon all’Agip) presenta marciapiedi defotmati dalle radici degli alberi e invasi di pietre e terriccio specie nei pressi di Sottomercato. Anche qui si è obbligati a camminare sulla strada.

Presto seguiranno alcune foto.

  • 26/05/2012

    UNA VITA DIGNITOSA PER I DIVERSAMENTE ABILI

    Nella nostra società i soggetti diversamente abili subiscono numerose discriminazioni. Nei locali, scuole, nei comuni luoghi d’incontro non è sempre facile vivere dignitosamente.

    I problemi si riscontrano:

    -nella mancanza di strutture idonee;

    -nelle relazioni sociali, in cui sono vittime di pre-concetti.

    A tale proposito risulta essere fondamentale conoscere i mezzi per la tutela dei disabili, non solo per dare loro la possibilità di rivendicare i propri diritti, ma anche per diffondere maggiori informazioni nella società.

    Con l’approvazione, dalla Commissione di Giustizia del Senato, del disegno di legge d’iniziativa governativa, nasce la Legge 1°Marzo 2006, n°67, recante le misure per la tutela giudiziaria, per i disabili vittime di discriminazioni. Il provvedimento prevede strumenti di procedura giudiziaria.

    La norma nasce dalle direttive dell’Unione Europea sulla parità di trattamento tra le persone. La direttiva del Consiglio 2000/43/CE del 29 giugno 2000 (recepita dal decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215) richiama formalmente il principio della parità di trattamento fra le persone, indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. Fondamentale è il riferimento all’art. 81 della Costituzione Europea, che vieta qualsiasi discriminazione sul sesso, razza, religione, disabilità ed età, e all’art. 3 della Costituzione, il quale afferma la pari dignità sociale di ogni individuo.

    L’art.2 della legge 1° marzo 2006, n°67, illustra i comportamenti discriminatori, distinguendo tra:

    -discriminazione diretta, quando un disabile è trattato meno favorevolmente di un non disabile, in una situazione analoga;

    -discriminazione indiretta, quando un atto, patto, disposizione, comportamento, apparentemente neutri, svantaggia un disabile.

    Sono, inoltre, discriminazione tutti quei comportamenti che creano situazioni ostili, degradanti, che ledono la libertà o dignità.

    Alla presenza di tutti questi elementi è possibile agire in giudizio davanti al tribunale civile, in composizione monocratica, per ottenere un’ordinanza che possa rimuovere gli effetti della discriminazione o risarcire il danno.

    In caso di accoglimento, i provvedimenti del giudice sono immediatamente esecutivi. Per la mancata esecuzione può essere irrogata una sanzione penale.

    E’ possibile, per il disabile, farsi rappresentare in giudizio da associazioni o enti, individuati con decreto del Ministro delle pari opportunità. Questi possono anche ricorre al giudice amministrativo contro le delibere regionali o comunali.

    Tutelare i soggetti diversamente abili è importante per una società, perché la tutela dei soggetti più deboli è segno di civiltà.

    Natalia Marcelli su laleggepertutti.it

 
  • 22/05/2012
    Il 16 maggio, a Paola, presso il S. Agostino, è stato presentato il libro di Massimiliano Verga, “Zigulì, la mia vita dolceamara con un figlio disabile”, che racconta del rapporto tra un padre e suo figlio disabile e di come affrontano la loro vita quotidiana.
    L’evento organizzato da SBIRCIAPAOLA non è stato incentrato solo sul libro, ma è stata un’importante occasione per parlare di disabilità.
    E’ stata data la possibilità di raccontare le proprie esperienze ed esprimere opinioni, rivelandosi un importante momento di cultura.La disabilità è molto diffusa nella società, ma allo stesso tempo non è considerata. Si presentano molte difficoltà, non solo fisiche, anche culturali. Per cercare di aprire la mentalità della società è importante informare e educare, far comprendere che la disabilità non è una malattia, ma una condizione di vita normale che  può essere vissuta da tutti, anche provvisoriamente.Vivere con una disabilità si può, ma è necessario sviluppare sensibilità e rispetto.Dobbiamo fare in modo che i diritti dei diversamente abili siano tutelati e continuare a parlare di disabilità, perché solo così si può costruire una nuova società, che dia a tutti la possibilità di vivere in maniera dignitosa.In occasione dell’evento del 16 maggio abbiamo deciso di dedicare questa pagina all’argomento.Dal 22/05/2012 la pagina sarà aperta a tutti, a chiunque voglia raccontare le proprie esperienze, denunciare quello che manca, e parlare anche dell’aspetto legislativo.Pubblicheremo periodicamente informazioni in merito e racconteremo le storie di chi vorrà farcele pervenire.Natalia Marcelli
 

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